Hace falta un diputado en nuestro de(grada)do parlamento que hoy, más que nunca, haga pública su solidaridad con Israel. Hace falta un diputado que lleve al parlamento las propuestas de la inteligencia liberista. Hace falta, insisto una vez más, un Capezzone. Un radical.
This entry was posted
on Monday, July 17th, 2006 at 8:36 pm and is filed under general.
You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.
Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.
July 17th, 2006 at 9:11 pm
En Italia, aparte de Capezzone, hay bastantes más amigos, en la derecha y la izquierda, de Israel de los que, al parecer, somos en España. La manifestación de apoyo a Israel en Roma fue multitudinaria. En Madrid éramos cuatro gatos. Lo que reproduzco a continuación, lo he sacado de http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/07_Luglio/17/cavalli.shtml
“Oltre via delle Botteghe Oscure, oltre i ruderi di piazza Argentina, pochi metri ancora e c’è la Sinagoga. Qui invece la comunità ebraica ha convocato per le 22.30 una veglia di solidarietà per Israele con il rabbino capo Riccardo Di Segni e il neopresidente delle comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna. «Un happening aperto anche a chi non abbiamo potuto invitare», racconta il portavoce Riccardo Pacifici. «Sarà una maratona oratoria, ogni partecipante parlerà per pochi minuti da un palchetto». Pace, non politica. «Non metteremo sotto processo nessuno. Semplicemente siamo preoccupati per la popolazione israeliana prigioniera nei rifugi, temiamo per la sua sopravvivenza».
Massiccia e trasversale la risposta all’appello. Tra i primi a prenotarsi un posto davanti alla Sinagoga: Giuliano Ferrara, Massimo Teodori, Magdi Allam, Daniele Capezzone («Ci sono momenti in cui è necessaria la testimonianza anche fisica delle proprie idee») e in collegamento da Bruxelles, Marco Pannella. Ha detto sì Gianfranco Fini. Invitati ma ancora non confermati Francesco Rutelli, Piero Fassino e Silvio Berlusconi. Sicuri Carlo Rossella e Fabrizio Del Noce. I diessini Lele Fiano e Giuseppe Caldarola che non ha dubbi sulla scelta di campo: «Non apprezzo la commistione di simpatia verso i terroristi dei pacifisti e degli amici degli Hezbollah come Diliberto che dialoga con Ahmadinejad e Hamas. Io sto dall’altra parte, ci sto da sempre. Israele è stato attaccato e si difende come può».
Andranno Carlo Giovanardi e Lorenzo Cesa per l’Udc, una nutrita rappresentanza della Margherita, ovvero Antonio Polito, Gianni Vernetti sottosegretario agli Esteri, Enzo Bianco, Roberto Giachetti, Rino Piscitello ed Enzo Carra. Per Forza Italia faranno la veglia Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto che così ragiona: «Israele ha dato più volte prova di volere la pace, ora è vittima di atti di aggressione da Gaza e dal Libano, la risposta non è sproporzionata all’attacco». Ci sarà il portavoce di An, Andrea Ronchi: «Non ci ho pensato due volte, andare è scelta morale obbligata. Siamo vicini allo Stato e al popolo di Israele sotto attacco. Culturalmente prima che militarmente. Mi riferisco a certa parte politica che con gravissima equidistanza ha perso l’occasione di dimostrare coi fatti da che parte sta».
Políticos radicales, de la UDC democristiana, de Alleanza Nazionale, de DS, de la Margherita, de Forza Italia.
July 17th, 2006 at 9:14 pm
Quería decir: Políticos radicales, de la UDC democristiana, de Alleanza Nazionale, de DS, de la Margherita, de Forza Italia acudirán a la vigilia de solidaridad con Israel convocados por la Comunidad judía.
July 17th, 2006 at 9:32 pm
Por cierto, David. Echa un vistazo a liberaliperisraele.ilcannocchiale.it Entre otras cosas, encontrarás la opinión de Berlusconi y una entrevista a Emma Bonino. Para una vez que en los últimos tiempos estoy de acuerdo con los radicales, debo decirlo.
July 17th, 2006 at 10:26 pm
INMENSA EMMA BONINO
Ciertamente existe una minoritaria izquierda europea que no sufre ni el relativismo cultural y moral ni el atávico síndrome antisemita que predomina en la izquierda del viejo continente.
Si “Ciudadanos” quiere buscar una referencia política progresista pero laicista en todos los sentidos de la palabra (es decir, no confesional, no nacionalista, no antisemita), alejada del Buenismo del Papa de Roma y del Buenismo de ZP el “Papa Rojo”, ahí están el Manifiesto de Euston, el Partido Radical de izquierda francés y los radicales italianos.
Como siempre, se alza la voz de esa mujer-coraje que muchos admiramos, Emma Bonino, llevando la contraria a la mayoría de la alianza progresista que gobierna Italia.
Siento que esté en italiano, quizá alguien la pueda traducir.
———————————————–
¡A por ellos!
El Capitán Trueno
http://trueno3.blogspot.com
———————————————–
http://coranet.radicalparty.org/pressreview/print_right.php?func=detail&par= 13942
“LA JIHAD ISLAMICA CI SFIDA ECCO PERCHE’ CRITICO ROMANO”
16/07/2006 | La Repubblica | ISLAM AND DEMOCRACY |
——————————————————————————- -
Francesco Bei
Emma Bonino, ministro delle Politiche europee: miope non vedere l´offensiva dei fondamentalisti.
ROMA - Non si può dire che la dichiarazione di Romano Prodi su Israele, con quella «deplorazione» dell´uso della forza, sia stata apprezzata da Emma Bonino. Nella riunione del Consiglio dei ministri di venerdì, la leader radicale ha tentato di opporsi alla linea prevalente, sostenendo «l´inadeguatezza» di un´analisi che isolava la reazione israeliana dal contesto dell´offensiva fondamentalista in atto nel mondo.
Si è trovata isolata al Consiglio dei ministri?
«Verso la fine della riunione c´è stata una discussione ed è stata letta la dichiarazione che il presidente del Consiglio avrebbe poi diffuso, in accordo con D´Alema. Io sono intervenuta, ma non sono stata la sola ad esprimere delle riserve».
Il vicepremier Rutelli condivideva i suoi dubbi?
«Sì, ma anche altri (Amato-ndr) hanno svolto ragionamenti simili».
Perché non le è piaciuta la dichiarazione di Prodi?
«Semplicemente perché la mia analisi di quello che sta succedendo è completamente diversa e quindi la focalizzazione sull´uso “sproporzionato” della forza da parte di Israele mi sembra essa stessa inadeguata rispetto alla situazione. Mi sembra una delle solite dichiarazioni che l´Europa o l´Italia fanno tradizionalmente rispetto ad Israele, ma il problema è che il contesto stavolta non è quello solito».
E quale sarebbero le novità di scenario?
«Il fatto è che non è più un problema tra Israele e i palestinesi. Io oggi vedo l´asse tra Hamas-Hezbollah-Damasco-Iran. Vedo una recrudescenza islamista di derivazione pakistana in Afghanistan, c´è la Somalia, gli attentati di Bombay. C´è insomma una espansione jihadista ed estremista, il cui cerchio più stretto ha come obiettivo Israele».
Anche amici di Israele fanno notare tuttavia che il governo di Gerusalemme stavolta è caduto in una trappola e ha reagito oltre misura causando numerose perdite tra i civili.
«Può darsi. Ma l´appello alla moderazione rivolto a tutti lascia il tempo che trova. Lo trovo inadeguato anche perché non si dice cosa intendiamo fare noi, come Italia e come comunità internazionale. Questa mi pare la miopia: è più facile puntare il dito contro qualcuno che assumere il peso di una strategia. Sento dire che infine al G8 di San Pietroburgo c´è una convergenza sul fatto che gli Hezbollah armati non dovrebbero esistere nel Libano del Sud. Ma faccio notare che questa richiesta era già contenuta nella risoluzione Onu 1559 del 2004. Peccato non sia mai stata applicata…».
A sinistra che c´è anche chi propone l´invio di caschi blu “per fermare Israele”.
«Lasciamo perdere. Sono quelli stessi che vogliono venire via dall´Afghanistan, no? Oltretutto ricordo agli amici della sinistra che quello israeliano non è il governo della destra ma un governo “amico”. Comunque, la dimensione dei problemi è tale che mi interessa poco la polemica italiana».
Se è vero che la provocazione è partita da Hamas ed Hezbollah, Israele porta la responsabilità dell´escalation.
«Non sono d´accordo. La sola cosa che noi radicali da tempo imputiamo alla leadership israeliana è una sorta di mancanza di visione strategica, visto che i governi israeliani continuano a ritenere di poter difendere da soli il loro avamposto democratico. Invece dovrebbero finalmente promuovere con forza la prospettiva dell´ingresso nell´Ue».
Il centrodestra lamenta la rottura di Prodi rispetto alla politica del governo Berlusconi sempre vicino a Israele.
«La politica estera di Berlusconi e di Fini è stata più di dichiarazioni che di iniziativa politica conseguente. A livello di dichiarazioni, certo è stata diversa».
Molto diversa dalla teoria dalemiana dell´equivicinanza…
«Se uno considera il problema solo come conflitto fra israeliani e palestinesi va a finire nell´equivicinanza. Ma se l´analisi giusta è invece quella che proponiamo noi, si tratta di capire uno da che parte sta di fronte a questo mondo in fiamme. Non è soddisfacente puntare il dito solo su Israele come se fosse la causa di tutto».
Anche il Vaticano ha “deplorato” l´attacco in Libano.
«Penso che il Vaticano non si dovrebbe occupare di politica».
Al di là della dichiarazione su Israele, qual è la valutazione sulle ultime mosse del governo, dal decreto Bersani al Dpef?
«Io ho cercato di sostenere questa svolta con grande convinzione, a partire dalle liberalizzazioni fino ad arrivare al Dpef, al ddl Bersani sull´energia o quello di Lanzillotta sugli enti pubblici. Il mio contributo è stato quello di indicare delle soluzioni in linea con quello che stanno facendo altri Paesi europei. Non va dimenticato che, dai taxi alle farmacie, dai panettieri alle tariffe degli avvocati, molte delle liberalizzazioni del decreto Bersani sono in realtà soluzioni ad infrazioni che venivano da Bruxelles».
July 18th, 2006 at 7:29 pm
More, yo era el cuarto gato.
(Gracias por el link)
Capitán, eso esperamos/soñamos algunos: un Albert Rivera boniniano o abierto a los boninianos.
July 18th, 2006 at 7:38 pm
http://www.radicali.it/view.php?id=66706
July 22nd, 2006 at 1:37 pm
LA RANCIA IZQUIERDA ANTISEMITA
El presidente de gobierno Zapatero, nuestro AS (Adolescente Solemne), sigue presentándose como un arrogante jovencito que sobreactúa para conseguir el fervor de los incondicionales de su secta. Su no a la guerra, su ansia infinita de paz, su pose sentada ante el desfile de la bandera de EE.UU., su apoyo a los tiranos latinoamericanos, su alianza con incivilizados como el teócrata de Irán que quiere eliminar a Israel del mapa… ha culminado esta semana con una metedura de pata descomunal en el ámbito internacional.
Zapatero se ha salido del vergonzante discurso equidistante de Europa, que pone en iguales platillos de la balanza a la democracia israelí y al terrorismo islámico, pero se ha salido por el extremo opuesto al de la democracia y la justicia, se ha ido por los cerros de Úbeda del más rancio antisemitismo de la izquierda del Gulag, la que comenzó con la judeofobia de los europeos de origen judío Marx y Trotsky (cual furibundos Torquemadas conversos), y siguió con una URSS que utilizó al mundo árabe incluido el terrorismo para combatir a EE.UU. en la guerra fría. Todo ello frente a una izquierda liberal que nunca fue hegemónica en España, la izquierda del Progreso y de la Razón, la izquierda de la Ciudadanía frente a los odios clasistas, étnicos y religiosos.
La declaraciones de Zapatero condenando al Estado de Israel y olvidando siquiera nombrar el terrorismo de Hamas y Hezbolá que, teledirigidos por Irán y Siria, han desatado esta guerra, muestra la auténtica faz antisemita de Zapatero, rojo a la antigua usanza, a la usanza de los pogromos comunistas que suministraron la terrible idea de la limpieza étnica que luego el nazismo llevó a la perfección industrial.
Y como una imagen vale más que mil palabras, ahí tenemos a nuestro AS, en una foto que ha dado la vuelta al mundo, luciendo la kufiya palestina, símbolo del terrorismo palestino iniciado por Arafat, sobrino del Gran Mufti de Jerusalén
http://www.exordio.com/1939-1945/personajes/husseini.html
que apoyó entusiásticamente a Hitler en la II guerra mundial, todo sea dicho para los que ignoran la historia. Y ahí tenemos a este PSOE abanderando las manifestaciones antisemitas en las calles españolas, tachando de nazis a los judíos -¿cabe mayor ignominia?-, quemando banderas israelíes y apoyando el terrorismo palestino y libanés.
Ahí tenemos de nuevo a la rancia izquierda antisemita.
———————————————–
¡A por ellos!
El Capitán Trueno
http://trueno3.blogspot.com
———————————————–